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15 ottobre 2009

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mercoledì 25 novembre 2009

C’era una volta…un libro per combattere il neuroblastoma

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Giornalettismo
di Carlo Cipiciani (Comicomix)

Un tumore dell’infanzia che è la prima causa di morte in età prescolare. Per scoprirne le cause e trovare una cura serve molta ricerca e la ricerca costa. L’Italia è all’avanguardia, anche grazie all’Associazione per la lotta al neuroblastoma. Per aiutarla, anche la rete può mobilitarsi. Con un piccolo gesto: comprare e far comprare un libro

Un libro, sì. Scritto da un gruppo di blogger. Forse non saranno scrittori di fama, ma che sanno regalare un sorriso, con un piccolo gesto. Un libro di fiabe, filastrocche e racconti. Libro1Un libro di favole. Semplici, magari ingenue. Ma che come tutte le cose semplici possono avere una forza dirompente. Un libro che, come ogni favola che si rispetti, comincia con la fatidica frase: “C’era una volta”. Una frase che si ascolta spesso da bambini, detta da una mamma o da un papà o un nonno. Una frase magica, che ti fa entrare nel mondo incantato delle favole, quel momento felice in cui allunghi una mano e senti che il mondo è tuo. Poi il tuo corpo cambia e cresce, diventi padre o madre o zio, ed è il momento in cui a te tocca dire quelle magiche parole, davanti agli occhi incantati di un bambino.

Noi che siamo ormai un po’cresciuti, sappiamo che non sempre e non per tutti ci sono le favole. E che non sempre e non per tutti l’infanzia è poi così felice. Senza andare troppo lontano, là dove nel mondo si muore per mancanza di acqua o di cibo. Perché l’inferno può avere molte facce, e molti odori. Può arrivare anche all’improvviso, dentro casa tua, in una qualsiasi giornata insignificante di una qualsiasi vita in un qualsiasi posto. Per un bambino l’inferno può avere mille nomi. E a volte può presentarsi con un nome quasi impronunciabile: Neuroblastoma. Il neuroblastoma è un tumore. Una parola che ancora spaventa. Non riesci neppure ad immaginare di associarlo ad un bambino. Eppure, in qualche parte del mondo ogni mezz’ora questa malattia viene diagnosticata ad un bambino, quella parola pronunciata agli sguardi increduli di un padre e di una madre.

Il neuroblastoma non è una malattia rara: rappresenta il 10% dei tumori maligni dell’infanzia, il più frequente nei primi 5 anni di vita. Ed è anche una malattia molto studiata in tutto il mondo, perché riuscire scoprirne le cause e trovare una cura potrebbe servire a curare anche molti altri tumori, anche quelli degli adulti. La ricerca naturalmente è fondamentale. Ma come sappiamo tutti costa molto, e lo stato spesso se ne dimentica perché ha altro da fare. Contro questa malattia opera in Italia l’Associazione per la lotta al Neuroblastoma. Un’associazione all’avanguardia, creata da un gruppo di genitori e di medici dell’istituto Gaslini di Genova, che ora ha 100 mila soci ed ha finanziato la ricerca italiana per lo studio della cura di questa malattia. E che ora, come molte Onlus, in questi tempi di crisi sta soffrendo un po’ per carenza di fondi.

Per questo, quel gruppo di blogger ha deciso di fare qualcosa. Un piccolo gesto, semplice come tutti i piccoli gesti. Fare un regalo a un bambino che si chiama Angelo e che è nato in una casa che qualche anno fa ha ricevuto la visita di quella malattia del nome impronunciabile. E che si è portata via il fratello di Angelo, che si chiamava Alessandro. Come tutti i gesti semplici è anche facile da capire: è un libro che regala dei sorrisi ma che, come tutte le cose semplici, può avere un grande effetto. Perché per rendere questo mondo il migliore possibile serve meno di quel che sembra. Può servire anche un piccolo libro semplice di favole, che da oggi viene pubblicato (questo è il link del blog creato per promuovere l’iniziativa)Comicomix2. Tutti i ricavi saranno devoluti all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma. Con la speranza di regalare qualche sorriso non solo a chi lo volesse leggere ma anche a chi potrà essere aiutato da questo piccolo gesto.

Certo anche la rete può fare molto: acquistando il libro, ad esempio. O diffondendo a tutti questa notizia semplice, perché tutti possano sapere, capire e decidere se fare anche loro un piccolo gesto, un regalo semplice. Per essere protagonisti, ciascuno per quello che vorrà, o potrà, di una favola. La favola di un piccolo libro senza pretese, fatto per far sorridere un bambino di nome Angelo, che diventa una somma di tanti piccoli gesti, di tanti piccoli sorrisi, che si assommano uno sull’altro diventando un universo di sorrisi che accarezza i visi di tanti, troppi bambini senza sorriso. Per aiutare a scrivere tutti insieme un’altra bellissima favola, che un giorno diventi realtà. Una favola che inizi così: “C’era una volta un brutto mostro cattivo di nome neuroblastoma. E adesso, anche grazie ai nostri piccoli gesti, non c’è più

Una favola dove davvero, un giorno speriamo non troppo lontano, si potrà vivere tutti felici e contenti.

Mi hanno assegnato questi premi ^_^

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